Attività

Scientifica

IL PROGETTO “STRUMENTI DI VALUTAZIONE DELL’EFFICACIA DI GESTIONE NELLE AREE MARINE PROTETTE ITALIANE". 

Alla luce dell’esperienza maturata dalle AA.MM.PP. in questi primi anni di attività, in  linea con le determinazioni assunte in diversi contesti internazionali (World Park Conference di Durban e Convenzione sulla Biodiversità – CBD), si è raggiunta la consapevolezza che è necessario adottare un modello dinamico nella gestione (adaptative management) organizzando la programmazione sulla base dei risultati conseguiti e i traguardi raggiunti.

Nasce così, come esperienza pilota, l’iniziativa “Strumenti di valutazione dell’efficacia di gestione e di adaptative management per il sistema delle aree marine protette italiane” proposto dal WWF Italia e realizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, da  Federparchi e da quattro Aree Marine Protette Italiane (Isole Ciclopi, Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre, Tor Paterno, Torre Guaceto). Il progetto trae spunto dall’esperienza condotta in aree protette estere e nell’A.M.P. di Miramare ed utilizza il manuale operativo prodotto dall’IUCN “How is your M.P.A. doing?” che prevede l’impiego di un sistema di indicatori, suddivisi nelle categorie biofisici, socioeconomici e di governance, in grado di fornire al soggetto gestore informazioni sull’efficacia delle strategie gestionali impiegate. Un’equipe di esperti, di concerto con i partner progettuali, ha provveduto alla traduzione del manuale e al suo adattamento al contesto nazionale. All’interno del manuale vengono indicate le modalità di scelta e le tecniche di rilevazione degli indicatori specifici per ciascuno degli obiettivi che il soggetto gestore si è prefissato di raggiungere nel breve-medio termine.

Ciascuna delle 4 aree marine protette, sulla base dei propri traguardi gestionali, delle risorse umane ed economiche e competenze tecnico-scientifiche, ha individuato, all’interno del manuale, specifici obiettivi e relativi indicatori di risultato.

L’esperienza dell’A.M.P. Isole Ciclopi:

L’A.M.P. Isole Ciclopi è in possesso di una serie storica di dati geologici, floristici e faunistici di grande rilievo grazie agli studi scientifici, a carattere principalmente naturalistico, condotti in primo luogo dall’Università di Catania sin dall’800, che consentono una agevole valutazione delle variazioni temporali nella composizione degli ecosistemi.

Gli aspetti socio-economici e di governance sono, invece, legati strettamente all’attività di gestione dell’Area Marina Protetta e di conseguenza non sono stati oggetto di specifiche indagini in passato, anche in considerazione del recente affidamento in gestione dell’A.M.P. Isole Ciclopi all’omonimo consorzio di gestione (2001)

Il soggetto gestore, in questi primi anni di attività, ha condotto ulteriori studi scientifici per tesi di laurea, dottorato, ricerca applicata alla gestione che hanno contribuito ad accrescere questo patrimonio di conoscenze. Tuttavia la maggior parte delle ricerche è stata effettuata in modo puntiforme e finalizzato a specifiche esigenze di studio, senza una progettazione organica delle attività per una reale verifica dei risultati raggiunti.

Dal novembre 2004, con l’entrata in vigore del decreto di aggiornamento dell’A.M.P. Isole Ciclopi che prevede, tra i compiti del soggetto gestore, il monitoraggio annuale delle condizioni ambientali e socio-economiche finalizzate alla verifica dell’adeguatezza delle norme contenute nel decreto stesso, si definisce un nuovo orientamento dell’attività di gestione introducendo per la prima volta il concetto di gestione adattativi. Ciò ha consentito lo stanziamento di risorse economiche per la realizzazione di appropriati programmi di ricerca nei settori biofisico e socioeconomico.

L’adesione al progetto MEI ha fornito lo strumento di pianificazione delle suddette attività di monitoraggio con un programma di verifica dei risultati. Sulla base delle indicazioni fornite dal manuale “How is your MPA doing?” sono stati individuati gli obiettivi gestionali primari e, quindi, selezionati  gli indicatori di risultato più appropriati.

 

Per il settore biofisico sono stati scelti obiettivi e indicatori come riassunto nello schema seguente:

               

                                   

Obiettivi

Indicatori

1A Le popolazioni di specie-bersaglio ad uso estrattivo o non-estrattivo sono riportate o vengono mantenute ad un livello prestabilito di riferimento

B1 Abbondanza di specie focali

B2 Struttura delle popolazioni delle specie focali

1C E' vietata la raccolta delle specie-bersaglio ad uso estrattivo o non-estrattivo nei luoghi e/o nelle fasi del ciclo vitale maggiormente vulnerabili

B1 Abbondanza di specie focali
B2 Struttura delle popolazioni delle specie focali

1D Il sovra-sfruttamento delle risorse marine, viventi e non viventi, viene ridotto al minimo, evitato o totalmente proibito

B1 Abbondanza di specie focali

B2 Struttura delle popolazioni delle specie focali

1F Il tasso di reclutamento degli stock ittici aumenta o si mantiene costante all'interno dell'AMP

B1 Abbondanza di specie focali
B2 Struttura delle popolazioni delle specie focali

2A Gli ecosistemi, le comunità, gli habitat, le specie ed il pool genetico  del sito sono adeguatamente rappresentati e protetti

B5 Grado di reclutamento all'interno della comunità

2D Si proteggono aree essenziali alle fasi del ciclo vitale delle specie

B2 Struttura delle popolazioni delle specie focali

B3 Distribuzione e complessità degli habitat

2E Le minacce non naturali e gli effetti antropici vengono eliminati o ridotti al minimo all'interno e/o all'esterno dell'AMP

B8 Qualità dell'acqua

3A L'abbondanza di specie focali aumenta o viene mantenuta

B1 Abbondanza di specie focali
B2 Struttura delle popolazioni delle specie focali
B3 Distribuzione e complessità degli habitat

3C Le minacce non naturali e gli effetti dell'attività dell'uomo vengono eliminati o ridotti al minimo all'interno dell'AMP

B7 Tipo, livello e redditività dello sforzo di pesca

B8 Qualità dell'acqua

 

Essenzialmente la scelta degli obiettivi tende alla tutela della biodiversità e alla valutazione dell’incidenza delle attività antropiche, principalmente di tipo estrattivo, sull’ecosistema marino costiero. La scelta è stata operata tenendo in giusta considerazione la valutazione della difficoltà e complessità degli indicatori necessari per raggiungere gli obiettivi prescelti. Poiché per la misurazione di alcuni indicatori è prevista la scelta di specie focali, tenendo conto dei contenuti della direttiva Habitat della CE, sono state individuate le specie di seguito elencate:

 

Specie prioritarie:

Paracentrotus lividus: oggetto di pesca e comunque comune  e  di  facile  individuazione  e  misurazione; responsabile dell’overgrazing

Epinephelus marginatus: oggetto di pesca in passato, buon indicatore dell’effetto riserva

Posidonia oceanica: grande valore ecologico, facilmente misurabile

 

Specie non prioritarie:

Arbacia lixula e Sphaerechinus granularis: comuni, di facile individuazione e misurazione,  responsabili dell’overgrazing

Diplodus annularis, D. puntazzo, D. sargus, D. vulgaris: oggetto di pesca intensiva in passato, oggi regolamentata, buoni indicatori dell’effetto riserva

Sparisoma cretense: oggetto di pesca, territoriale, con una dinamica di popolazione di facile studio

Epinephelus alexandrinus: oggetto di pesca in passato, buon indicatore dell’effetto riserva

 

B1, B2, B5: per la misurazione di questi indicatori, in collaborazione con l’Università di Padova, è stato messo a punto un progetto di censimento visuale delle specie animali tra quelle precedentemente descritte. In quattro siti di rilevamento

  1. zona A
  2. zona C
  3. all’esterno dell’AMP vicino al limite della zona C
  4. all’esterno dell’AMP a notevole distanza da essa

Riguardo la Posidonia oceanica, in collaborazione con il Dipartimento di Botanica dell’Università di Catania, è  stato realizzato un intervento di monitoraggio del posidonieto più esteso, tra quelli presenti nell’AMP, situato nella zona C. Sono stati eseguiti: la misura della densità dei fasci fogliari e percentuale di ricoprimento, il campionamento di fasci fogliari per lo studio fenologico e per il censimento della flora epifita, il rilievo fotografico, l’individuazione, classificazione e balisage del limite inferiore del posidonieto.

B3: Con la collaborazione del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Catania son stati verificati i limiti delle biocenosi, già individuate nel corso di precedenti studi di bionomia bentonica, ed effettuato uno studio tassonomico dei principali gruppi di invertebrati.

B7: per la misurazione di questo indicatore sono stati utilizzati i dati relativi alla pesca professionale, con un quadro dettagliato delle risorse demersali, della flotta e degli attrezzi di pesca, delle esigenze e delle condizioni socio-economiche degli operatori e dell’indotto legato alla pesca. Per ottenere tali dati sono stati esaminati i pubblici registri, effettuate interviste ai pescatori locali, analizzato il pescato allo sbarco ed effettuate pescate sperimentali.

B8: per misurare questo indicatore sono stati utilizzati i dati provenienti dal programma di monitoraggio della qualità delle acque costiere del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio, che rileva i valori dei principali parametri fisico-chimici delle acque e dei sedimenti con particolare riferimento ai metalli pesanti, nonché i valori di bioaccumulo da parte dei mitili.  

Riguardo agli indicatori socio-economici e di governance, in funzione delle peculiarità dell’Area Marina Protetta “Isole Ciclopi”, sono stati selezionati tra gli indici proposti dal manuale quelli riportati nella tabella che segue.

 

INDICATORI SOCIO-ECONOMICI E DI GOVERNANCE

S1 - Modelli d’uso delle risorse marine locali

S2 - Valori e credenze locali sulle risorse marine

S3 - Conoscenza dell’impatto antropico sulle risorse

S6 - Percezione del valore non di mercato e di non uso

S13 - Conoscenze della cultura naturalistica delle parti interessate

S14 - Diffusione di conoscenze formali nella comunità

G2 - Esistenza di un Ente gestore con potere decisionale

G3 - Esistenza e adozione di un piano di gestione

G4 - Comprensione a livello locale di norme e regolamenti dell’AMP

G5 - Esistenza e adeguatezza della legislazione operativa dell’AMP

G7 - Esistenza e applicazione della ricerca scientifica e relativo input

G13 - Livello di coinvolgimento dei portatori di interesse nella sorveglianza, nel monitoraggio e nell’applicazione della legge

G16 - Grado di diffusione dell’informazione per incoraggiare l’adesione dei portatori di interesse

 

Le informazioni utili alla valutazione di questi indicatori provengono essenzialmente dalla somministrazione di questionari opportunamente predisposti e differenziati in funzione delle diverse categorie di utenti interessati alla fruizione e alla tutela dell’AMP. Le rilevazioni statistiche sono compiute su popolazione, su base campionaria o mediante altre modalità di acquisizione dei dati. Per il calcolo di alcuni indicatori, le informazioni utili sono rilevate attraverso focus group, l’effettuazione di interviste al direttore e agli operatori dell’AMP, la consultazione di documenti interni e dei dati messi a disposizione dalla locale Capitaneria di Porto.

Per stabilire le modalità di calcolo di ogni indicatore sono state per lo più utilizzate le linee guida contenute nel manuale, ad eccezione dell’indicatore S6. In questo caso è stata impiegata una metodologia di raccolta dei dati alternativa a quella proposta dal manuale, che consente non solo di valutare la percezione dei valori di uso e di non uso delle risorse, ma anche di stabilire l’entità di queste componenti del Valore Economico Totale (VET). Nella individuazione dello scenario di scelta si è fatto riferimento alle disposizioni che regolano la fruizione dell’A.M.P. Isole Ciclopi ed al nuovo disciplinare.

Alla luce dell’esperienza fin qui condotta è emerso che questo sistema di valutazione costituisce uno strumento indispensabile per una corretta gestione delle aree protette, sia in fase programmatica, sia in quella consuntiva. Una completa percezione del livello di risultato raggiunto consente, ove necessita, una rimodulazione delle attività svolte e favorisce la programmazione dei nuovi interventi gestionali. Appare tuttavia evidente che, per un ottimale utilizzo di questa metodologia è necessario poter disporre di specifiche risorse umane ed economiche che, spesso, non sono presenti in tutte le realtà nazionali.

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Area Marina Protetta "Isole Ciclopi"
 
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